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Visualizzazione dei post da marzo, 2013

Luoghi da visitare - ITALIA

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Non in ordine di bellezza 1- Bagno Vignoni     Guarda quì 2- Bomarzo, parco dei mostri   Clicca quì 3- Pescia Romana, Giardino dei Tarocchi Guarda

Autori

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TEATRO & CINEMA Fernando Arrabal Terán   ( Melilla , 11 agosto 1932 ) è un drammaturgo , saggista , regista , sceneggiatore , poeta , scrittore e pittore spagnolo . Considerato uno degli autori più importanti e completi del XX secolo , Arrabal è spesso visto come l'incarnazione dell'arte contemporanea; è infatti l'unico ad aver collaborato con tutte e tre le icone dell'arte contemporanea: André Breton per il Surrealismo ; Tristan Tzara per il Dadaismo e Andy Warhol per la Pop art . Le sue opere teatrali sono tra le più rappresentate al mondo. Si tratta di un teatro che porta spesso all'estremo le tematiche del realismo, dell'assurdità dell'esistenza, della patafisica e dell'impegno civile e politico. Da bambino subisce un forte trauma per la misteriosa scomparsa del padre, prima condannato a morte e successivamente evaso. A causa di ciò, come ha scritto il premio Nobel Vicente Aleixandre la conoscenza che fornisce Arrabal vien

Illustratori di Moda

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ILLUSTRATORI

Francesco I

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13-3-13 Elezione Papale, io c'ero! Origine e diffusione Deriva dal nome latino medievale Franciscus , che significa "Franco", "appartenente al popolo dei Franchi ". Cominciò ad essere usato come nome proprio di persona nel XII secolo , e la venerazione verso san Francesco d'Assisi (che si chiamava in realtà Giovanni , e ricevette tale soprannome dal padre mercante) diffuse il nome in Europa occidentale nel corso del Medioevo (con l'eccezione della Gran Bretagna , dove giunse solo nel XVI secolo ). In Italia , Francesco è un nome che gode di vasta popolarità: è stato il quarto nome proprio maschile per diffusione in Italia nel XX secolo e, secondo i dati dell' ISTAT , è il nome maschile in assoluto più diffuso tra i nuovi nati nei primi anni del XXI secolo in Italia, risultando il primo tra quelli scelti dai genitori negli anni 2004 , 2006 , 2007 , 2008 , 2009 , 2010 e 2011

Il Don Giovanni - di Filippo Timi

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«Bisogna tradire un testo per renderlo vero», aveva affermato Timi in occasione del precedente lavoro, Amleto 2 - il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches , e l’operazione si ripete anche in questa rilettura del mito barocco che trasforma il tombeur de femmes  in Male Supremo. Sono gli altri i veri protagonisti della pièce , a cui Timi regala ampio spazio (e che il cast, seppur giovanissimo, dimostra di saper gestire egregiamente) relegando al Don Giovanni un ruolo non proprio secondario ma certamente di collante, di deus ex machina che dall’alto un po’ manovra e po’ osserva questa umanità alla deriva. Un’umanità fatta di figure nevrotiche e strabordanti come i vestiti che indossano - vere e proprie meraviglie kitsch realizzate dallo stilista di Prada Fabio Zambernandi  - che si lasciano andare ad un linguaggio caricaturizzato ed esagerato, come quello rottermeiresco di Donna Anna, che da bambina indifesa si trasforma - letteralmente - in una macchina da guerra